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Occhio al cuore

Teatro Lo Spazio – Via Locri 42, 00183 Roma

Dal 28 al 30 maggio 2021

Debutta in prima nazionale al Teatro Lo Spazio, dal 28 al 30 maggio, OCCHIO AL CUORE di Emiliano Metalli, spettacolo vincitore della rassegna “Idee nello spazio” 2020, diretto da Mauro Toscanelli, liberamente ispirato a “Il cuore rivelatore” di E.A. Poe. Protagonisti lo stesso Mauro Toscanelli, già vincitore del premio migliore attore nella rassegna “Idee nello spazio” 2020”, e Bruno Petrosino, i quali danno voce e pensiero ad un mondo di ossessioni e delusioni, in cui il delitto può sembrare la più facile via d’uscita. Immaginare le motivazioni di un omicidio apparentemente immotivato: nel buio di una cella, in un manicomio criminale, un uomo e le sue apparizioni tentano di ricostruire un passato dimenticato. Sprazzi di vita quotidiana si mescolano a ricordi, fantasie, elucubrazioni e incubi.

Si tratta di una attesa senza tempo, scandita dagli incontri occasionali eppure abituali con una prostituta, sognatrice e innocente, dagli insegnamenti accurati di un macellaio, goloso di armonie, e dalle litanie di una santa-madre di origini partenopee, iconica e ironica al tempo stesso.

Dettaglio dopo dettaglio, la vicenda prende corpo e le presenze mutano, imprigionando definitivamente il​ protagonista in un universo di orrore e solitudine. Inferno, purgatorio e paradiso. Tre quadri attraverso i quali si muovono i colori, gli incubi, i vizi e le virtù dell’essere umano.

Un mosaico dove ‘entropia’ non fa necessariamente rima con ‘follia’.

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One shot…fino all’ultimo round

Teatro Lo Spazio – Via Locri 42, 00183 Roma

Domenica 23 maggio, ore 17 e ore 20

Appuntamento speciale ed esclusivo al Teatro Lo Spazio di Roma, domenica 23 maggio (ore 17 e ore 20) con Attilio Fontana ed Emiliano Reggente nel loro inedito “One shot….fino all’ultimo round ”: una sfida a suon di gag, canzoni e “fiabe” per far sì che rimanga in piedi l’arte dopo la “clausura empatica”.

Dopo essere stati i primi a debuttare alla riapertura dei teatri il 15 giugno dello scorso anno con “FASE SHOW”, la maratona teatrale di nove repliche in tre giorni andata in scena al Teatro Lo Spazio, che ha riscosso un bellissimo riscontro sia da parte del pubblico che della critica, Attilio Fontana ed Emiliano Reggente rilanciano con un nuovo progetto tornando ad esorcizzare questa “realtà” con la loro comicità elegante, brillante e musicale.

Ancora una volta ospiti nel suggestivo teatro che ha sede nel cuore della capitale, i due artisti presentano uno spettacolo che ha l’intento di continuare ad esorcizzare questo periodo che ci troviamo a vivere, tra gag, brani inediti, e l’ormai irrinunciabile “Fiaba” per i bambini di tutte le età. Questa sarà, inoltre, anche l’occasione per presentare alcuni brani inediti del nuovo progetto musicale di Attilio Fontana, “Sessioni Segrete, un disco che racchiude undici brani e trent’anni di carriera di uno dei più poliedrici artisti italiani. Canzoni nude , sintesi del suo lavoro da cantautore.” Tanti colpi, uno dietro l’altro, per sorridere, emozionarsi, sognare, fino all’ultimo round.

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Aperto dal vivo

Teatro de’ Servi – Via del Mortaro 22, 00187 Roma

Dal 18 maggio al 6 giugno 2021

Il Teatro de’ Servi, nel cuore di Roma, ri- apre dal vivo con una micro stagione che vuole “accorciare le distanze” tra gli artisti e gli spettatori.

Dal 18 maggio al 6 giugno, appuntamento con sei spettacoli che viaggiano tra prosa, comicità, one man show, commedia e musical per riaccendere le luci sul palcoscenico e accogliere il pubblico regalandogli nuove risate ed emozioni.

Una vera e propria festa per riappropriarsi della magia del teatro e della bellezza dell’arte a partire dal motto di #accorciamo le distanze, non solo quelle fisiche a cui ci ha costretto la pandemia, ma soprattutto quelle con la cultura a tutto tondo.

Si parte con Francesca Nunzi e il suo “Le Dee Cadute”, dal 18 al 20 maggio.  Un monologo brillante in cui le maggiori divinità si rassegnano al passare inesorabile del tempo. Infatti, poiché nessuno le adora più, finisce improvvisamente per esse la magia dell’ eternità divina e piombano nella più misera e triste rassegnazione umana che le porta a rivedere il loro antico stile di vita. Da Giunone a Ebe, dea minore, un racconto ironico di una rovinosa caduta, per riscoprire la mitologia attraverso la risata.

Spazio poi al divertimento con “Ridiamoci Su” di Marco Passiglia dal 21 al 23 maggio, con la partecipazione di Enrico Seminara. Monologhi, intuizioni e canzoni che ci raccontano, mettendo in risalto i lati comici che appartengono ad ognuno di noi e che ci accompagnano in qualsiasi momento della nostra vita. Il coraggio di ridere di un anno tragico, solleva e ci rende invincibili.

Dal 25 al 27 maggio si ride ancora con Sergio Viglianese ne “Il Buono, il Brutto, il Meccanico”.  Tre personaggi insieme sul palco per uno spettacolo imperdibile che fotografa il mondo nel quale viviamo.

Sergio Viglianese porta in scena una comicità vivace e mai volgare: Gaspare il Meccanico romano, Carmelo il Killer dei Vips ed un Angelo custode che vuole licenziarsi, sono gli Alter Ego del protagonista che si alternano sul palco intervallati dai monologhi carichi di battute e situazioni comiche.

Gli impicci e gli imprevisti d’amore accompagneranno dal 28 al 30 maggio, Alexandra Filotei in “Sesso, amore e altri impicci”. Guardare da dietro uno spioncino una coppia. Si sono appena conosciuti, forse faranno l’amore, oppure litigheranno, magari si scambieranno delle confidenze, qualche volta troppe. Situazioni comuni o assurde, sempre sul punto di esplodere in una risata.


In seguito, la commedia si tinge di horror, dal 1 al 3 giugno, con “Dracula Crazy Reading”, spettacolo scritto e adattato da Leonardo Buttaroni, con Diego Migeni, Yaser Mohamed, Marco Zordan, Matteo Cirillo, Ermenegildo Marciante, Alessandro Di Somma.

Una lettura inedita del romanzo di Bram Stoker, con un pizzico di Mel Brooks e Monty Python.Dracula: una commedia Horror letta da attori non troppo preparati in una sequela di errori e trovate che rendono la performance incredibilmente divertente. Errori, incongruenze e un rumorista non molto capace arricchiscono la storia esasperando i loro interpreti. I pochi attori danno voce a dozzine di personaggi divertenti, mentre raccontano la loro storia attraverso illusioni ed effetti speciali. Tra scene horror e risate avanzano leggendo il romanzo tra mille errori e soluzioni bizzarre con la sola e unica certezza: the show must go on.

Chiude questa micro stagione, dal 4 al 6 giugno,  il musical “Tomorrow morning- Domani ti sposo…Domani ti lascio” di Laurence Mark Wythe, con  la regia di Marco Simeoli e le musiche riadattate da Piero Di BlasioDaniele Derogatis, Piero Di Blasio, Stefania Fratepietro, Valeria Monetti sono i protagonisti della commedia musicale inglese del compositore e autore Laurence Mark Wythe, che ha debuttato a Londra nel 2006. La storia, ricollocata in Italia, è semplice solo in apparenza: Marco e Jessica sono una coppia di circa trentacinque anni nella notte che precede il loro appuntamento dall’avvocato per il divorzio; Mummi e Jay sono una coppia di circa venticinque anni nella notte che precede il loro matrimonio. Entrambe le coppie mostreranno le paure, le gioie e i dolori di una firma su un pezzo di carta, sia che si tratti di divorzio, sia che si tratti di matrimonio. Ognuno di loro, inoltre, nasconde un segreto: piccolo e innocente o grande ed esplosivo. Ma, soprattutto, la storia stessa nasconde un segreto più grande. Una chiave di lettura che cambierà il modo stesso di vedere lo spettacolo. Due atti pieni di risate, riflessioni e belle canzoni, tutte originali ed adattate in italiano da Piero Di Blasio (già traduttore di “Ti Amo sei perfetto ora cambia”, “Appuntamento al buio”, “Annie Jr” e “Shrek il musical”), con un finale a sorpresa che poi, forse, tanto sorpresa non è. La regia è affidata, come sempre, alle mani esperte ed abili di Marco Simeoli, che regala al musical la tipica comicità ed ironia italiana, oltre ad un tocco di profonda riflessione e malinconia.

Una meravigliosa occasione per riassaporare la magia del teatro, in attesa  di scoprire la prossima stagione 2021/2022.

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Albania – Italia solo andata

Teatro Lo Spazio – Via Locri 42, 00183 Roma

Dal 12 al 14 maggio, ore 20.00

Finché possediamo il tempo, abbiamo la possibilità di risollevarsi e creare bellezza. La storia vera di Marbjena, un viaggio dall’Albania all’Italia, alla ricerca della libertà.

Debutta in prima nazionale presso il Teatro Lo Spazio, mercoledì 12 fino a venerdì 14 maggio 2021, alle ore 20.00, lo spettacolo “Albania – Italia Solo Andata”, un monologo biografico tragi-comico che racconta la storia vera ed incredibile di Marbjena Imeraj, giovane donna salita su un barcone e partita dall’Albania verso l’Italia alla ricerca della propria felicità. Un viaggio compiuto con fatica e costellato da una serie di accadimenti da cui Marbjena non si è mai lasciata abbattere, superando violenze, soprusi e affermando sé stessa con un coming out in una famiglia di religione musulmana, che dimostra ancor di più il suo coraggio. Il testo scritto dalla stessa protagonista è una caparbia e profonda ricerca della libertà, descritta con singolare leggerezza nella pièce prodotta dall’Associazione Culturale Maeli – Ricerca Teatrale, diretta da Melania Giglio con scene e costumi a cura di Fabiana Di Marco e Giovanna Stinga, con foto di scena a firma di Azzurra Primavera.

“Albania – Italia Solo Andata”, è il secondo spettacolo scelto dal Direttore Artistico Manuel Paruccini per la ripartenza del Teatro Lo Spazio, che accoglie sul suo palco una prima nazionale pronta a mostrare al pubblico il vero significato della parola resilienza, termine di cui si è fatto incetta nell’arco dei mesi più difficili dell’emergenza pandemica.   

Marbjena vive la violenza, superandola. Vive la caduta del regime comunista e la conseguente guerra civile, guardando avanti e alimentando il sogno della recitazione. Vive la perdita di un’amica, costretta a prostituirsi e poi, quella di una sorella, morta suicida. Vive un viaggio della speranza, dall’Albania all’Italia, alimentando la voglia di scoprire un Paese, che poi si rivelerà ostile e spesso razzista. Tutto per amore della vita e di quel sogno chiamato teatro.

Marbjena è un’attrice italo-albanese di adozione romana. Si trova nel suo camerino pronta per andare in scena con” Il gabbiano” di A. Cechov. In quell’istante arriva Dio in persona a ricordarle quante fatiche ha affrontato prima di quel momento. Marbjena è nata a Scutari, una cittadina sul lago, nel nord-ovest dell’Albania, al confine con il Montenegro. È la quarta di sei femmine nate da padre colonnello dell’esercito e madre economista e, da quando era piccola, ha sempre sognato di fare l’attrice. Il suo sogno però, Marbjena ha dovuto metterlo da parte per molto tempo a causa di qualcosa di molto più grande di lei.

A soli dieci anni vive la guerra civile dovuta alla caduta del regime comunista. La sua famiglia apparteneva alla classe più alta della società e, ad un tratto, non possiede più nulla. Una crescita segnata da molte difficoltà e da momenti drammatici come la violenza subita alla tenera età di sette anni. Durante l’adolescenza perde la sua migliore amica per poi scoprire che era stata costretta alla prostituzione in Italia. Di lì a poco il colpo di stato ed una guerra civile. Rifugiata dai parenti in un paesino di montagna, continua a credere nel suo sogno e nella voglia di partire per cercare di realizzarlo. “Diventare un’attrice” è il sogno che la tiene in vita e che la condurrà in Italia, dove scoprirà che quel paese sognato e tanto desiderato, non è poi così accogliente per chi viene da un Paese come il suo. Sbarca in Abruzzo ed è pronta a costruirsi una vita ma, pregiudizi, razzismo e discriminazione, ostacolano il suo percorso ma non placano la sua forza d’animo, colpita profondamente anche dalla perdita di una sorella, suicidatasi in Albania. Nonostante il trauma che non supererà mai, Marbjena cerca di andare avanti e finalmente arriva a Roma, dove inizia i suoi studi di recitazione e da forma al suo sogno che, pian piano, diventa realtà. E la vita non smetterà di stupirla neanche in quel momento, quando arriverà l’amore per una donna a sorprenderla.

La storia di Marbjena mi ha colpita moltissimo. Perché mi ha stupita. Mi aspettavo un racconto di vita triste e lacrimoso.”_ Annota la regista Melania Giglio. “ Mi aspettavo, scioccamente, autocommiserazione. Mi aspettavo, stupidamente, una storia come tante, una storia comune a tanti immigrati. Persone delle quali crediamo di sapere molto ma di cui in realtà non sappiamo un bel niente. Invece mi sono trovata davanti un grumo di luce. Ho amato da subito questa storia perché parla di un essere umano che ama la vita, nonostante tutto e tutti. Certo ci sono stati i dolori, certo ci sono state le tragedie, eppure la storia di Marbjena parla di altro. La vita di questa giovane donna albanese parla di amore. E di fede. Fede nell’arte, fede in sé stessi, fede nella propria capacità di risollevarsi e di resistere. Fede nella propria capacità di amare. Fede nella capacità di ogni essere umano di trasformare il proprio dolore in qualcosa di più grande, di più luminoso. Per questo sono convinta che la storia di Marbjena parli a tutti noi. Nessuna notte dura per sempre. Finché possediamo il tempo, abbiamo nelle nostre mani la possibilità di risorgere, di trovare ancora e ancora noi stessi. Abbiamo la possibilità di creare bellezza.”

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Il Manifesto

Teatro Belli – Piazza Di Sant’Apollonia 11A, 00153 Roma

15 e 16 maggio, ore 18

Debutta in prima assoluta al Teatro Belli di Roma, sabato 15 e domenica 16 maggio, IL MANIFESTO, spettacolo scritto e diretto da Paolo Roberto Santo, interpretato da Francesco Bonaccorso

Un monologo ironico e malinconico, che parte dall’esperienza personale del protagonista, Tommaso, per affrontare un viaggio nel contemporaneo e una riflessione sui sogni e le ambizioni di un giovane uomo, sul lavoro, sulla vita o meglio sul mestiere di vivere.

Tommaso, fuorisede sui venticinque anni, dopo aver conseguito la laurea in “Scienze della Comunicazione” si barcamena come può per trovare un lavoro e dare uno scopo alla sua vita.

Un pomeriggio come tanti, dopo innumerevoli colloqui rivelatisi delle clamorose fregature, arriva l’occasione giusta… o quantomeno l’unica: un lavoro come cartellone umano per pubblicizzare il nuovo, rivoluzionario modello di carta igienica contenente al suo interno uno strato di sapone solidificato. La mansione consiste nel diventare un vero e proprio manifesto umano. Tommaso dovrà vagare per la città indossando il cartellone pubblicitario, nella speranza che qualcuno lo noti.

Nelle sue lunghe passeggiate il ragazzo osserva le persone, cerca di capire qualcosa sugli altri e su sé stesso.

Si domanda il motivo per cui, per avere una minima prospettiva di vita, debba andare in giro con un cartellone addosso. E soprattutto si chiede perché, con o senza cartellone, venga continuamente ignorato dal resto del mondo.

L’aspetto fisico, il carattere, le parole non dette, quelle che avrebbe fatto meglio a dire, e quelle che non avrebbe mai dovuto pronunciare, sono i pensieri che scatenano in lui una lunga riflessione che lo porterà a mettere in discussione tutta la sua vita.

“Il Manifesto” è un monologo teatrale caratterizzato da una messa in scena minimale ed essenziale, esaltata da proiezioni video con cui l’attore entra in relazione.  

Il protagonista si muove in uno spazio semi vuoto dove il gioco teatrale prende vita attraverso luci ed ombre con cui il protagonista si ritrova a dialogare e quindi a rapportarsi, e che si fanno metafora di passanti incontrati per strada o ombre di fantasmi interiori.  

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Roma Sposa Live Edition

Dall’11 al 13 novembre Roma Sposa sfila sul digitale.

Scoprire come organizzare al meglio le nozze, anche in epoca Covid, con la speranza di poter tornare presto a celebrare il lieto evento con più serenità. Dall’11 al 13 novembre il settore wedding torna protagonista con due appuntamenti dedicati alle aziende della filiera del matrimonio con RomaSposaLive (la nuova versione digital del Salone Internazionale della Sposa) e BMII – Borsa del Matrimonio in Italia,questa volta entrambi online su piattaforma digitale, per conoscere in anticipo le novità che andranno in mostra nelle manifestazioni in programma per il 2021, promuovendo così allo stesso tempo le importanti realtà del comparto.

Nelle tre giornate di fiera virtuale gli espositori potranno infatti interagire online con visitatori e buyer che navigheranno tra gli stand delle piattaforme digitali di RomaSposaLive e BMII – Borsa del Matrimonio (attive dal prossimo 26 ottobre in occasione del lancio dell’evento attraverso campagne su canali social network e istituzionali), avviando contatti e fissando appuntamenti. E dopo il 13 novembre? A chiusura degli appuntamenti digitali le piattaforme resteranno disponibili a visitatori e buyer, quale vetrina espositiva, fino all’inaugurazione delle manifestazioni nel 2021.

RomaSposa – Salone Internazionale della Sposa e BMII – Borsa del Matrimonio in Italia sono per il territorio due appuntamenti consolidati di rilevanza nazionale e internazionale, due eventi tanto amati e seguiti che raccolgono ogni anno grande interesse da parte di pubblico (oltre 45mila i visitatori di RomaSposa 2019) e operatori del settore. Due grandi opportunità per l’internazionalizzazione della filiera del matrimonio del Lazio – in particolare la BMII che per l’evento B2B richiama nella Capitale tanti buyer italiani e stranieri – apprezzate e riconosciute anche dalle Istituzioni. Come la Regione Lazio che promuove la partecipazione alle edizioni digitali di novembre, coinvolgendo le PMI del territorio che verranno così ammesse gratuitamente dagli organizzatori (20 su RomaSposaLive e 15 su BMII).

Website: Roma Sposa

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Waitin’ 4 Waits

Martedì 6 ottobre, Teatro Lo Spazio – Via Locri,42 00183 Roma Ore 21.00

Prendono il via martedì 6 ottobre, anticipando l’apertura della stagione di prosa,  i “martedì musicali”, a cura di Domenico Capezzuto, che il Teatro Lo Spazio dedica alle note e ai suoi protagonisti.

Primo appuntamento con il Raffaela Siniscalchi Quartet e “WAITIN’4 WAITS”, un suggestivo omaggio a Tom Waits.

Quale può essere la necessità di fare un omaggio al cantautore americano più folle degli ultimi quarant’anni e forse anche il più imitato? La motivazione primaria è che Tom Waits è una specie di porta magica , come quella di Alice, nella quale passare per scoprire della musica cose nuove .

Un approccio sicuramente diverso ha caratterizzato Waits fin dall’inizio e man mano andando avanti lo ha reso un vero folletto sperimentatore senza confini. La sua leggerezza lo ha portato sempre ad attingere al grande cesto musicale , come si fa coi giochi da piccoli, senza precludersi nessuna strada passando attraverso il cantautorato più classico degli esordi , fino al jazz più raffinato ed intimo e al blues fumoso e sensuale arrivando ad una sperimentazione estrema. 

Cantare una canzone di Tom Waits è per Raffaela Siniscalchi un viaggio straordinario di scoperte nuove perche’ , dietro a quell’incredibile timbro cosi’ “Torbato” , si celano melodie affascinanti mai scontate ed armonie piene di stimoli. Cosi la scelta è stata quella di entrare dentro ogni brano come si entra in un Luna-Park di bimbi per scoprire una parte di se forse dimenticata.

Violoncello, contrabbasso e chitarra acustica, sono il tappeto armonico e ritmico sul quale si poggia la voce della Siniscalchi, mentre racconta Waits, a modo suo, traducendo e raccontando pezzi di canzoni, interpretandole prima a parole parlate e poi cantando, spesso ad occhi chiusi, con excursus che vanno da note gravi a note acute, riempite di dettagli raffinati, come alcuni moduli scat. Vellutate melodie, che a tratti prendono il ritmo, grazie alla bravura dei musicisti che accompagnano la Siniscalchi in questo meraviglioso viaggio.

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Dalla parte della cicala

Teatro Marconi – Viale Guglielmo Marconi 698 E, 00146 Roma.


Di Veronica Liberale, con Marco Zordan e Veronica Liberale.

Diretto da Fabrizio Catarci

Cento anni fa nasceva Gianni Rodari uno di più famosi scrittori, giornalisti, poeti e pedagogisti italiani. 

A ricordarlo è Veronica Liberale con lo spettacolo Dalla parte della Cicala in scena il 13 settembre al Teatro Marconi di Roma. 

Il testo scritto dalla Liberale in scena con Marco Zordan, ripercorre la vita del grande scrittore. 

Rodari ricoverato in un ospedale, aspetta di essere destinato a reparto e la dottoressa che l’ accoglie, una donna che sembra essere uscita da uno dei suoi racconti, lo esorta indirettamente a parlare della sua vita, portandogli una misteriosa valigia, il cui contenuto verrà svelato alla fine. Nella stanza in cui lo costringono a fare anticamera sembrano aleggiare parole che, come nella “grammatica della fantasia” da lui teorizzata, agiscono nella sua mente come “sassi gettati in uno stagno” smuovendo ricordi e immagini.

S’inizia con la parola “forno” e subito siamo catapultati negli anni della sua infanzia a Omegna con il padre fornaio e tutte le suggestioni che il grande lago d’Orta suscitano di fronte al già fantasioso bambino. Poi l’ingresso in seminario, la guerra, il lavoro come maestro elementare,l’impegno politico e la carriera giornalistica. L’incontro con Maria Teresa Ferretti che diventerà sua moglie e la nascita di sua figlia! Fino ad arrivare quindi alla parola più importante che ne contiene tante e che diventerà fondamentale per la sua futura carriera: bambini. Proprio per i bambini, Rodari diventerà uno straordinario scrittor , unico italiano ad essere premiato con il Premio Andersen, il nobel della Letteratura per ragazzi. 

Il tutto raccontato con un alternarsi di momenti divertenti e poetici, surreali, ironici e drammatici, com’era l’uomo Rodari. 

Un’artista che riusciva con una filastrocca a smuovere le coscienze e che un giorno chiedendo scusa alla favola antica, prese le distanze dall’avara formica dichiarandosi dalla parte della cicala “ che il più bel canto regala!” 

E come quella cicala, anche Rodari, sempre animato da puro idealismo , lontano da beceri interessi faziosi e personali, ci ha regalato un canto che continua a stupire ed appassionare intere generazioni. 

Biglietti Intero 16€ Ridotto 13€ Gruppi di 5 persone 10€