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Occhio al cuore

Teatro Lo Spazio – Via Locri 42, 00183 Roma

Dal 28 al 30 maggio 2021

Debutta in prima nazionale al Teatro Lo Spazio, dal 28 al 30 maggio, OCCHIO AL CUORE di Emiliano Metalli, spettacolo vincitore della rassegna “Idee nello spazio” 2020, diretto da Mauro Toscanelli, liberamente ispirato a “Il cuore rivelatore” di E.A. Poe. Protagonisti lo stesso Mauro Toscanelli, già vincitore del premio migliore attore nella rassegna “Idee nello spazio” 2020”, e Bruno Petrosino, i quali danno voce e pensiero ad un mondo di ossessioni e delusioni, in cui il delitto può sembrare la più facile via d’uscita. Immaginare le motivazioni di un omicidio apparentemente immotivato: nel buio di una cella, in un manicomio criminale, un uomo e le sue apparizioni tentano di ricostruire un passato dimenticato. Sprazzi di vita quotidiana si mescolano a ricordi, fantasie, elucubrazioni e incubi.

Si tratta di una attesa senza tempo, scandita dagli incontri occasionali eppure abituali con una prostituta, sognatrice e innocente, dagli insegnamenti accurati di un macellaio, goloso di armonie, e dalle litanie di una santa-madre di origini partenopee, iconica e ironica al tempo stesso.

Dettaglio dopo dettaglio, la vicenda prende corpo e le presenze mutano, imprigionando definitivamente il​ protagonista in un universo di orrore e solitudine. Inferno, purgatorio e paradiso. Tre quadri attraverso i quali si muovono i colori, gli incubi, i vizi e le virtù dell’essere umano.

Un mosaico dove ‘entropia’ non fa necessariamente rima con ‘follia’.

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Aperto dal vivo

Teatro de’ Servi – Via del Mortaro 22, 00187 Roma

Dal 18 maggio al 6 giugno 2021

Il Teatro de’ Servi, nel cuore di Roma, ri- apre dal vivo con una micro stagione che vuole “accorciare le distanze” tra gli artisti e gli spettatori.

Dal 18 maggio al 6 giugno, appuntamento con sei spettacoli che viaggiano tra prosa, comicità, one man show, commedia e musical per riaccendere le luci sul palcoscenico e accogliere il pubblico regalandogli nuove risate ed emozioni.

Una vera e propria festa per riappropriarsi della magia del teatro e della bellezza dell’arte a partire dal motto di #accorciamo le distanze, non solo quelle fisiche a cui ci ha costretto la pandemia, ma soprattutto quelle con la cultura a tutto tondo.

Si parte con Francesca Nunzi e il suo “Le Dee Cadute”, dal 18 al 20 maggio.  Un monologo brillante in cui le maggiori divinità si rassegnano al passare inesorabile del tempo. Infatti, poiché nessuno le adora più, finisce improvvisamente per esse la magia dell’ eternità divina e piombano nella più misera e triste rassegnazione umana che le porta a rivedere il loro antico stile di vita. Da Giunone a Ebe, dea minore, un racconto ironico di una rovinosa caduta, per riscoprire la mitologia attraverso la risata.

Spazio poi al divertimento con “Ridiamoci Su” di Marco Passiglia dal 21 al 23 maggio, con la partecipazione di Enrico Seminara. Monologhi, intuizioni e canzoni che ci raccontano, mettendo in risalto i lati comici che appartengono ad ognuno di noi e che ci accompagnano in qualsiasi momento della nostra vita. Il coraggio di ridere di un anno tragico, solleva e ci rende invincibili.

Dal 25 al 27 maggio si ride ancora con Sergio Viglianese ne “Il Buono, il Brutto, il Meccanico”.  Tre personaggi insieme sul palco per uno spettacolo imperdibile che fotografa il mondo nel quale viviamo.

Sergio Viglianese porta in scena una comicità vivace e mai volgare: Gaspare il Meccanico romano, Carmelo il Killer dei Vips ed un Angelo custode che vuole licenziarsi, sono gli Alter Ego del protagonista che si alternano sul palco intervallati dai monologhi carichi di battute e situazioni comiche.

Gli impicci e gli imprevisti d’amore accompagneranno dal 28 al 30 maggio, Alexandra Filotei in “Sesso, amore e altri impicci”. Guardare da dietro uno spioncino una coppia. Si sono appena conosciuti, forse faranno l’amore, oppure litigheranno, magari si scambieranno delle confidenze, qualche volta troppe. Situazioni comuni o assurde, sempre sul punto di esplodere in una risata.


In seguito, la commedia si tinge di horror, dal 1 al 3 giugno, con “Dracula Crazy Reading”, spettacolo scritto e adattato da Leonardo Buttaroni, con Diego Migeni, Yaser Mohamed, Marco Zordan, Matteo Cirillo, Ermenegildo Marciante, Alessandro Di Somma.

Una lettura inedita del romanzo di Bram Stoker, con un pizzico di Mel Brooks e Monty Python.Dracula: una commedia Horror letta da attori non troppo preparati in una sequela di errori e trovate che rendono la performance incredibilmente divertente. Errori, incongruenze e un rumorista non molto capace arricchiscono la storia esasperando i loro interpreti. I pochi attori danno voce a dozzine di personaggi divertenti, mentre raccontano la loro storia attraverso illusioni ed effetti speciali. Tra scene horror e risate avanzano leggendo il romanzo tra mille errori e soluzioni bizzarre con la sola e unica certezza: the show must go on.

Chiude questa micro stagione, dal 4 al 6 giugno,  il musical “Tomorrow morning- Domani ti sposo…Domani ti lascio” di Laurence Mark Wythe, con  la regia di Marco Simeoli e le musiche riadattate da Piero Di BlasioDaniele Derogatis, Piero Di Blasio, Stefania Fratepietro, Valeria Monetti sono i protagonisti della commedia musicale inglese del compositore e autore Laurence Mark Wythe, che ha debuttato a Londra nel 2006. La storia, ricollocata in Italia, è semplice solo in apparenza: Marco e Jessica sono una coppia di circa trentacinque anni nella notte che precede il loro appuntamento dall’avvocato per il divorzio; Mummi e Jay sono una coppia di circa venticinque anni nella notte che precede il loro matrimonio. Entrambe le coppie mostreranno le paure, le gioie e i dolori di una firma su un pezzo di carta, sia che si tratti di divorzio, sia che si tratti di matrimonio. Ognuno di loro, inoltre, nasconde un segreto: piccolo e innocente o grande ed esplosivo. Ma, soprattutto, la storia stessa nasconde un segreto più grande. Una chiave di lettura che cambierà il modo stesso di vedere lo spettacolo. Due atti pieni di risate, riflessioni e belle canzoni, tutte originali ed adattate in italiano da Piero Di Blasio (già traduttore di “Ti Amo sei perfetto ora cambia”, “Appuntamento al buio”, “Annie Jr” e “Shrek il musical”), con un finale a sorpresa che poi, forse, tanto sorpresa non è. La regia è affidata, come sempre, alle mani esperte ed abili di Marco Simeoli, che regala al musical la tipica comicità ed ironia italiana, oltre ad un tocco di profonda riflessione e malinconia.

Una meravigliosa occasione per riassaporare la magia del teatro, in attesa  di scoprire la prossima stagione 2021/2022.

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Albania – Italia solo andata

Teatro Lo Spazio – Via Locri 42, 00183 Roma

Dal 12 al 14 maggio, ore 20.00

Finché possediamo il tempo, abbiamo la possibilità di risollevarsi e creare bellezza. La storia vera di Marbjena, un viaggio dall’Albania all’Italia, alla ricerca della libertà.

Debutta in prima nazionale presso il Teatro Lo Spazio, mercoledì 12 fino a venerdì 14 maggio 2021, alle ore 20.00, lo spettacolo “Albania – Italia Solo Andata”, un monologo biografico tragi-comico che racconta la storia vera ed incredibile di Marbjena Imeraj, giovane donna salita su un barcone e partita dall’Albania verso l’Italia alla ricerca della propria felicità. Un viaggio compiuto con fatica e costellato da una serie di accadimenti da cui Marbjena non si è mai lasciata abbattere, superando violenze, soprusi e affermando sé stessa con un coming out in una famiglia di religione musulmana, che dimostra ancor di più il suo coraggio. Il testo scritto dalla stessa protagonista è una caparbia e profonda ricerca della libertà, descritta con singolare leggerezza nella pièce prodotta dall’Associazione Culturale Maeli – Ricerca Teatrale, diretta da Melania Giglio con scene e costumi a cura di Fabiana Di Marco e Giovanna Stinga, con foto di scena a firma di Azzurra Primavera.

“Albania – Italia Solo Andata”, è il secondo spettacolo scelto dal Direttore Artistico Manuel Paruccini per la ripartenza del Teatro Lo Spazio, che accoglie sul suo palco una prima nazionale pronta a mostrare al pubblico il vero significato della parola resilienza, termine di cui si è fatto incetta nell’arco dei mesi più difficili dell’emergenza pandemica.   

Marbjena vive la violenza, superandola. Vive la caduta del regime comunista e la conseguente guerra civile, guardando avanti e alimentando il sogno della recitazione. Vive la perdita di un’amica, costretta a prostituirsi e poi, quella di una sorella, morta suicida. Vive un viaggio della speranza, dall’Albania all’Italia, alimentando la voglia di scoprire un Paese, che poi si rivelerà ostile e spesso razzista. Tutto per amore della vita e di quel sogno chiamato teatro.

Marbjena è un’attrice italo-albanese di adozione romana. Si trova nel suo camerino pronta per andare in scena con” Il gabbiano” di A. Cechov. In quell’istante arriva Dio in persona a ricordarle quante fatiche ha affrontato prima di quel momento. Marbjena è nata a Scutari, una cittadina sul lago, nel nord-ovest dell’Albania, al confine con il Montenegro. È la quarta di sei femmine nate da padre colonnello dell’esercito e madre economista e, da quando era piccola, ha sempre sognato di fare l’attrice. Il suo sogno però, Marbjena ha dovuto metterlo da parte per molto tempo a causa di qualcosa di molto più grande di lei.

A soli dieci anni vive la guerra civile dovuta alla caduta del regime comunista. La sua famiglia apparteneva alla classe più alta della società e, ad un tratto, non possiede più nulla. Una crescita segnata da molte difficoltà e da momenti drammatici come la violenza subita alla tenera età di sette anni. Durante l’adolescenza perde la sua migliore amica per poi scoprire che era stata costretta alla prostituzione in Italia. Di lì a poco il colpo di stato ed una guerra civile. Rifugiata dai parenti in un paesino di montagna, continua a credere nel suo sogno e nella voglia di partire per cercare di realizzarlo. “Diventare un’attrice” è il sogno che la tiene in vita e che la condurrà in Italia, dove scoprirà che quel paese sognato e tanto desiderato, non è poi così accogliente per chi viene da un Paese come il suo. Sbarca in Abruzzo ed è pronta a costruirsi una vita ma, pregiudizi, razzismo e discriminazione, ostacolano il suo percorso ma non placano la sua forza d’animo, colpita profondamente anche dalla perdita di una sorella, suicidatasi in Albania. Nonostante il trauma che non supererà mai, Marbjena cerca di andare avanti e finalmente arriva a Roma, dove inizia i suoi studi di recitazione e da forma al suo sogno che, pian piano, diventa realtà. E la vita non smetterà di stupirla neanche in quel momento, quando arriverà l’amore per una donna a sorprenderla.

La storia di Marbjena mi ha colpita moltissimo. Perché mi ha stupita. Mi aspettavo un racconto di vita triste e lacrimoso.”_ Annota la regista Melania Giglio. “ Mi aspettavo, scioccamente, autocommiserazione. Mi aspettavo, stupidamente, una storia come tante, una storia comune a tanti immigrati. Persone delle quali crediamo di sapere molto ma di cui in realtà non sappiamo un bel niente. Invece mi sono trovata davanti un grumo di luce. Ho amato da subito questa storia perché parla di un essere umano che ama la vita, nonostante tutto e tutti. Certo ci sono stati i dolori, certo ci sono state le tragedie, eppure la storia di Marbjena parla di altro. La vita di questa giovane donna albanese parla di amore. E di fede. Fede nell’arte, fede in sé stessi, fede nella propria capacità di risollevarsi e di resistere. Fede nella propria capacità di amare. Fede nella capacità di ogni essere umano di trasformare il proprio dolore in qualcosa di più grande, di più luminoso. Per questo sono convinta che la storia di Marbjena parli a tutti noi. Nessuna notte dura per sempre. Finché possediamo il tempo, abbiamo nelle nostre mani la possibilità di risorgere, di trovare ancora e ancora noi stessi. Abbiamo la possibilità di creare bellezza.”

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Pop-Opera – In barba alla lirica

14 – 17 ottobre

Teatro Biblioteca Quarticciolo – Via Ostuni 8, 00171 Roma

Al via il 14 ottobre al Teatro Biblioteca Quarticciolo “Pop-opera – In barba alla lirica” una rassegna dedicata alla riscoperta dell’opera lirica attraverso una proposta nuova, irriverente popolare, promossa da LaRocca Fortezza Culturale in collaborazione con TBQ Teatro Studio Uno e realizzata con il contributo della Regione Lazio.

Un evento gratuito suddiviso in quattro giornate che vedrà protagonista la compagnia teatrale de “I TRE BARBA”, Lorenzo De Liberato, Alessio Esposito e Lorenzo Garufo, un collaudato trio di attori capaci di trascinare spettatori di tutte le età nell’esilarante trasposizione in prosa dei tre capolavori operistici:

COSI’ FAN TUTTE” di Mozart ,”RIGOLETTO” di Verdi e “ IL BARBIERE DI SIVIGLIA” di Rossini 

Primo appuntamento, mercoledì 14 ottobre dalle 17:00 alle 20:00, con il laboratorio teatrale gratuito, propedeutico alla visione degli spettacoli, un pomeriggio di avvicinamento al teatro e in particolare all’opera, aperto a bambini, ragazzi e adulti che desiderano conoscere meglio questa particolare forma di spettacolo, esercitandosi nella recitazione e nel recitar cantando e immergendosi nelle atmosfere che ritroveranno in sala assistendo alle tre opere rivisitate.

Così fan tutte” ( Giovedì 15 ottobre ore 21:00) è uno spettacolo di intrattenimento puro, divertente ed ironico che sfocia in una vera e propria parodia giocosa dell’opera lirica senza svilirne mai, al contempo, la purezza e la grandezza che la contraddistingue. In una bottega di caffè, i giovani ufficiali Ferrando e Guglielmo lodano la fedeltà delle loro fidanzate, rispettivamente Dorabella e Fiordiligi. Il loro amico, lo scapolo Don Alfonso, negando l’esistenza della fedeltà femminile propone loro una scommessa: dopo aver finto di partire per una guerra improvvisa i due giovani, travestiti da nobili albanesi, dovranno corteggiare insistentemente ognuno la fidanzata dell’altro.

RIGOLETTO ( VENERDì 16 OTTOBRE ore 21:00) è un vero e proprio melodramma, realizzato nel 1851, e apre la trilogia popolare verdiana composta inoltre da “Il Trovatore” e “La Traviata”. La scelta di un dramma così intenso, come Rigoletto, aumenta notevolmente l’aspetto satirico, che colpisce, oltre al semplice impianto lirico, anche la natura drammatica stessa del libretto del Piave: l’opera si trasforma così in una grottesca rappresentazione piena di enfasi tragica che sfocia, volenti o no, in quello che probabilmente risulterà lo spettacolo più comico della trilogia. In un clima di festa sfrenato, su un palcoscenico pieno di palloncini e luci stroboscopiche, gli attori e cantanti costruiscono una vera e propria farsa del dramma, alternando ai versi del libretto alcuni testi in prosa e misurandosi, ancora una volta, con le arie più famose dell’opera tra le quali spiccano “Cortigiani, vil razza dannata”, “Bella figlia dell’amore”, “Questa o quella per me pari sono” e l’immancabile “La donne è mobile”. Non mancano incursioni musicali moderne, da Elvis Presley a Johnny Cash… Tanto da Frank Sinatra a Benny Benassi il passo è breve.

IL BARBIERE DI SIVIGLIA (SABATO 17 OTTOBRE ore 21:00) è ispirato alla figura di Figaro, il protagonista della trilogia di Beaumarchais ed ha un impianto di commedia dell’arte, lasciando poco spazio alla psicologia dei personaggi e alle modernissime riflessioni sull’amore che caratterizzano l’opera di Mozart; i temi trattati, infatti, sono i soliti noti: l’amore ostacolato, il travestimento e l’equivoco. Nel Barbiere di Siviglia la modernità è rappresentata dalla musica: I tre barba, si cimentano nel riarrangiamento delle arie, tra le quali le celeberrime largo al factotum o la calunnia, interpretandole completamente a cappella e senza l’ausilio di strumenti musicali. Nell’allestimento de “Il Barbiere di Siviglia” I tre barba concedono più risalto al cantato cercando di valorizzare al meglio una delle opere liriche italiane più famose e maggiormente rappresentate nel mondo. I tre attori interpretano tutti i ruoli del testo dando vita ad un carosello frenetico e fortemente comico, servendosi unicamente di pochi oggetti simbolici e qualche costume di scena. Permeando l’atmosfera di una nostalgia anni cinquanta, strizzando l’occhio allo swing e alla musica leggera italiana.

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MAKKEKOMICO

Dal 13 al 18 ottobre

Teatro De’ Servi – Via del Mortaro 22, 00187 Roma

Dal 13 al 18 ottobre al Teatro de’ Servi va in scena la comicità con Makkekomiko , non uno spettacolo di cabaret, ma un modo unico di pensare la comicità, ideato da Alessandro Mago Mancini.

Makkekomiko è un laboratorio di scrittura comica per professionisti nato dalla mente di Alessandro Mago Mancini dopo l’esperienza maturata nel teatro e nel cabaret nel gruppo della Fattoria dei Comici di Serena Dandini. Per una settimana, diversi artisti si alterneranno sul palcoscenico, rendendo ogni serata un appuntamento unico.

La loro sfida? non farvi rimpiangere di essere rimasti a casa a fare zapping col telecomando davanti al microonde!

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Venere in pelliccia

Dal 15 al 25 ottobre

Teatro Lo Spazio – Via Locri 42, 00183 Roma

Inaugura la nuova stagione del Teatro Lo Spazio, dal 15 al 25 ottobre, in prima assoluta, VENERE IN PELLICCIA con la regia di Gianni De Feo. Lo spettacolo, interpretato dallo stesso De Feo con Patrizia Bellucci, traspone in scena il celebre romanzo di David Ives e il confine sottile tra realtà e finzione.

Tutto si svolge in una sala teatrale vuota, al termine di una lunga estenuante giornata di provini deludenti. È un tardo pomeriggio piovoso. Thomas, tormentato regista alle prese con un nuovo allestimento teatrale per il quale sta cercando disperatamente un’attrice che interpreti il raffinato ruolo di Wanda von Dunayev, si attarda tra le luci soffuse del palco.

È in procinto di uscire ma qualcosa lo trattiene. È evidentemente inquieto, confuso, frustrato. Sembra impossibile trovare un’interprete, giovane o anche matura, perlomeno sexy, ma così sofisticata e colta da coprire questo ruolo fortemente seducente. Wanda von Dunayev è infatti la protagonista di un classico della letteratura erotica, “Venere in pelliccia” di Leopold von Sacher-Masoch. Con questo romanzo dell’ottocento si impone il termine “masochismo”.

All’esterno, il temporale avanza, quasi a invadere il vuoto della sala. Ed ecco che dall’ ingresso del teatro appare una donna, fradicia di pioggia, proprio come se fosse stata catapultata da un tuono. È una donna piuttosto volgare e sboccata, vestita di cuoio e borchie, secondo l’immagine più iconografica e sciatta dell’erotismo. E, strana coincidenza, si chiama Wanda, proprio come la protagonista del romanzo di Sacher- Masoch.

In principio Thomas non le presta attenzione. Non può certo essere lei l’interprete in grado di coprire un ruolo così altero ed elegante. Costretto infine a farle il provino, ne rimane gradualmente affascinato, fino a lasciarsi sedurre dal talento sensuale e oscuro di questa misteriosa attrice/donna, venuta dalla pioggia.

La messa in scena del testo esalta il gusto gotico e noir nei dialoghi serrati, mai dilatati, dove le vicende si accavallano e si amalgamano, come un solo respiro. Il contemporaneo si sovrappone al dialogo ottocentesco, mentre il commento musicale, nel suo alternarsi tra minimalista e barocco, avviluppa il susseguirsi delle vicende in una luce vagamente onirica.

In un confine sottile tra realtà e finzione, tra innocenza e perversione, Wanda e Thomas si abbandonano gradualmente a un gioco sempre più conturbante di dominazione e dipendenza, come risucchiati in un vortice inevitabile, dal quale solo uno di loro potrà uscire vincitore.

Un corpo a corpo provocante e sexy da cui Roman Polansky ha realizzato l’omonimo film che, a tratti, ha senz’altro suggestionato alcuni segni registici di questo spettacolo.

“Siamo tutti facili da spiegare, ma non da districare”

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Quattrozampeinfiera

Parco Esposizioni di Novegro, 20090 Milano Sabato 3 e Domenica 4 ottobre

Un weekend, quello del 3 e 4 ottobre a Milano, all’insegna delle attività e degli sport cinofili.

Divertirsi con il proprio cane in piscina oppure con la nuova figura del Cino-Animatore, simile a quella dell’animatore dei villaggi turistici, effettuare percorsi con i cartelli grazie alla Rally Obedience o divertirsi tra ostacoli, tunnel, slalom.

Tutto questo è Quattrozampeinfiera in un’edizione outdoor. Il Parco Esposizioni di Novegro si trasformerà in un pet park, una grande area verde all’aperto per un divertimento assicurato.  In totale sicurezza, espositori e visitatori potranno trascorrere 2 giornate di informazione, formazione e divertimento. 

Tantissime le attività ludiche e formative per migliore il rapporto con il proprio amico a quattro zampe. Imparare a spazzolarlo, portarlo al guinzaglio, insegnare ai più giovani a come relazionarsi basandosi sulla fiducia e sul rispetto reciproco.

Ci sarà anche il Dog Scooter, una disciplina cinofilo sportiva riconosciuta e regolamentata a livello internazionale. Si tratta di un’attività su sterrato in monopattino praticata con il cane imbragato adatta ai soggetti con attitudine al traino. Per chi ama andare in bici c’è invece il BikeJoring, un’attività in mountain bike praticata con il cane imbragato.

Tantissime quindi le attività sportive da provare insieme al proprio pet gratuitamente durante la “due giorni” più pet friendly d’Italia.

Allenarsi all’aria aperta insieme al cane è sempre più un fenomeno internazionale, quello dei cosiddetti Dog Sport e le discipline aumentano sempre di più.

Solo su Instagram gli hashtag #dogsport e #agilitydog sono protagonisti rispettivamente di oltre 197mila e 506mila post. Tendenza in crescita anche in Italia. Nel 2019, infatti, i partecipanti ai campionati di agility secondo un’indagine interna della FISC (Federazione Italiana degli Sport Cinofili) sono stati circa 800.

L’attività aerobica, l’allenamento e l’esercizio all’aria aperta, portano benefici sia all’uomo che al cane, poiché imparano a lavorare insieme, divertendosi. I livelli emozionali sviluppati durante lo sport tra uomo e cane, generano un rapporto inscindibile, rafforzato dalla fiducia reciproca, nonché un benessere psico-fisico sia dell’uno che dell’altro.

A Quattrozampeinfiera, ospite d’onore, Snoopy, il simpatico cucciolo di Charlie Brown, spegnerà le sue prime 70 candeline. Nel corso della giornata, i bracchetti potranno partecipare al concorso Snoopy – Tale e quale – che vedrà proclamare vincitore il soggetto più somigliante al celebre cucciolo delle strisce di Schulz.

Tutto questo e molto altro avverrà al Parco Esposizioni di Novegro che si trasformerà in un pet park, una grande area verde all’aperto per un divertimento assicurato.  In totale sicurezza, espositori e visitatori potranno trascorrere 2 giornate di informazione, formazione e divertimento. 

Nella verde cornice del Parco, numerosissime le attività da vivere, dagli incontri di razza, alle attività sportive, dall’happy hour da vivere con gli amici, alle sfilate, ai giochi da provare col proprio cane per trascorrere una giornata di puro divertimento.

Tra le novità, QuattropassiBassi in fiera, una passeggiata solidale con cani bassotti a scopo ludico e benefico. Una camminata creata per stare assieme a giusta distanza e aiutare chi è meno fortunato. Tramite l’acquisto di papillon per cani e spille per i padroni, verranno raccolti fondi da devolvere all’Associazione Cuor di Pelo, che si occupa dei bassotti meno fortunati.

Sarà possibile anche pranzare “open air” nell’area picnic con i propri congiunti per rilassarsi nella splendida struttura della Mostra.

L’ingresso alla fiera è a pagamento: – Biglietto intero 11 euro – Buono Sconto 8 euro – On line dal sito www.quattrozampeinfiera.it  6 euro

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Ar.Ma Teatro Stagione 2020/2021 Una stagione coraggiosa

Il 9 ottobre parte la stagione dell’Ar.Ma Teatro. Senza dubbio sarà un anno in cui ogni spazio teatrale che decide di aprire il sipario dovrà affrontare non poche difficoltà, ma Daria Veronese direttrice del Teatro alle spalle di San Pietro ha deciso coraggiosamente di aprire le porte del suo salotto culturale e dare vita alla quarta stagione dell’Ar.Ma Teatro.

Fino al 4 ottobre in scena la rassegna di teatro contemporaneo DOIT Festival – DrammaturgieOltre Il Teatro, ideata da Angela Telesca e Cecilia Bernabei. Una manifestazione che torna con le sue proposte di teatro da vedere e teatro da leggere. Sei spettacoli in concorso, compagnie provenienti da tutta Italia, incontri e conversazioni tra il pubblico e gli artisti, premiazione dei vincitori dei due concorsi dedicati alla drammaturgia contemporanea, presentazioni editoriali. 

Dal 9 al 11 ottobre in scena Le Metamorfosi Di Pulcinella di e con Alessia Luongo e Manuel Pernazza. Lo spettacolo è un’opera di recupero della tradizione in ogni suo aspetto: lazzi di classici di tradizione orale e non, riscoperta del teatro di Antonio Petito, musiche ispirate da brani quasi scomparsi appartenuti al territorio dell’Irpinia, della Campania e musiche scritte da commedianti dell’arte. Una commedia tutta da ridere che racchiude i più importanti travestimenti elaborati da Petito per mettere in ridicolo usi, costumi e stereotipi. 

Popolo Bue in scena il 16 e 17 ottobre è il titolo del secondo spettacolo in stagione. Di Francesco Pompilio, anche interprete, Angelo Libri, anche regista, e Flaminia Chizzola. Una “favola per adulti” è una versione drammatizzata del capolavoro di Orwell.

“La fattoria degli animali” viene riletto e interpretato come una metafora del potere di manipolazione dei mezzi di informazione di massa e della cosiddetta “comunicazione”. Di contro si evidenzia l’ignoranza, del popolo, reso incapace di comprendere e di reagire ai soprusi, a prima vista innocui, che il Potere mette in atto.

Stefania Aluzzi e Vincenzo De Luca diretti da Linda Ocone sono i protagonisti di Lavoro di Coppia in scena il 24 e 25 ottobre . Un atto unico che con un umorismo e leggerezza parla degli errori più frequenti della vita coniugale. Pensare che il partner sia un lettore del pensiero automatico, in grado di decifrare qualsiasi nostro stato, o lasciare i conflitti in sospeso, certi che si risolveranno da soli, o peggio ancora idealizzare l’altro, caricandolo di aspettative. Una commedia che tra battute e allegria attraversa la vita di coppia.

Il 14 e 15 novembre torna all’Ar.Ma Teatro una nuova commedia di Dino Verde. Io e te, amore mio, ci ameremo eternamente Commedia brillante diretta da Nino Scardina che vede in scena lo stesso regista con Marina Perini, Angela Campetti 

Dal 20 al 22 novembre Zappa è vivo! Un omaggio pieno di humor e nonsense al genio di Frank Zappa. Il compositore, chitarrista e cantante statunitense, considerato uno dei più grandi geni musicali. “Diceva di odiare la poesia, ma la sua musica era “pura poesia”, suo malgrado” spiega Alessandra Izzo che ha curato il soggetto dello spettacolo diretto da Alessandro Iori. In scena la stessa Izzo che rende omaggio a un grande artista che sin da bambina l’ha ispirata con la sua musica e il suo modo di “vivere e sentire la vita”. Un genio che si era isolato dal mondo e da tutti per dedicarsi alla sola cosa che amava e sapeva fare, “la sua amata musica”. 

Dal 24 al 29 novembre in scena Thea aldilà del bene e del male monologo di e con Alessia Luongo. Thea una scrittrice tedesca degli anni ‘20 invita a casa sua un generale per parlargli della sua sceneggiatura. In un circolo di canti, argomentazioni, danze, arrivando alla seduzione, sfrutta tutte le armi che possiede una donna, nel tentativo di farsi ascoltare e di poter realizzare il film che la farà diventare famosa. Alla fine il suo sogno diventa realtà. Ma a che prezzo? Sullo sfondo una guerra devastante che influirà in modo decisivo sulla vicenda.

Follia d’ufficio dal 4 al 6 dicembre di Alessandro Martorelli, regia Luca Avallone. Una commedia brillante che vuole mettere in luce, nel modo più esilarante possibile, tutte le gelosie, le meschinità e i rancori che caratterizzano i rapporti umani che si instaurano nel mondo del lavoro.
E’ uno spettacolo che gioca molto con il ritmo delle parole e la sincronicità dei movimenti. In una storia dove l’autore mette a nudo, con ironia e leggerezza, la facilità con cui l’uomo cede alle sue più infime inclinazioni pur di raggiungere i propri obiettivi.

Dal 9 al 13 Dicembre Pulcinella e Colanfronio alla cantata dei pastori di e con Alessia Luongo e Manuel Pernazza. Lo spettacolo è la cantata dei pastori, in una versione sperimentale, dove il teatro delle guarattelle con il suo tradizionale canovaccio incontra la trama della cantata dei pastori, che narra la nascita di Gesù Bambino. I diavoli vogliono impedire la nascita di Gesù, allora Pulcinella e Colanfronio (i rispettivi Sarchiapone e Razzullo) sconfiggendo i malefici dei diavoli, riescono a proteggere Giuseppe e Maria e a dar vita al messia.

I difficili giorni del Gufo Notturno dal 18 al 20 dicembre. Il 10 agosto del 1975 la banda del Gufo Notturno durante la magica notte di San Lorenzo riesce a rapinare un misterioso museo della leggendaria “Lancia del Destino”, oggetto sacro degli Dei che permette a chi lo possiede di diventare il nuovo Signore dell’Olimpo. Il testo e la regia sono di Francesco Olivieri, con Alessandro Kira D’Amico, Katia D’Ambrosio, Michele Caiafa, Eleonora Penna, Vanessa Marrama, Emiliano Canova, Naomi Messina, Noemi Locarelli 

Il nuovo anno viene inaugurato da Diario di Celestine il 9 e 10 gennaio e poi ancora 16 e 17 gennaio. Libero adattamento di Diana Davak, regia Marine Devignè con Deborah Massaro che porta in scena un quadro d’epoca intrigante, un lavoro che rivela nelle sue sfumature ironiche e brillanti una profonda conoscenza dell’animo umano. Octave Mirabeau scrisse nel 1900 il diario libertino di una cameriera e smaschera il falso perbenismo della borghesia parigina di fine ottocento. Nel 1900 questo romanzo fu ritenuto scandaloso perchè prende spunto da una vicenda reale di una cameriera licenziosa dove l’osservatore può vedere da vicino la condizione femminile di fine ottocento. 

Dal 22 al 24 gennaio in scena La Peccatrice  Ispirato a “Storia di una capinera” di Giovanni Verga. Testo e regia Diego Placidi, con Virginia La Tella, La Peccatrice è un monologo con protagonista la giovanissima Maria, che riflettendo sull’innocenza, dubbi, l’amore, Dio, un’apparente pazzia, percorre in un atmosfera cupa e surreale la sua ultima tappa verso una prematura e inevitabile conclusione. 

Il richiamo di Cthulhu in scena dal 29 al 31 gennaio è l’adattamento di Francesco Bazzurri che cura anche la regia, con Ilaria Mazza, Lucrezia Novaglio, Valentina Stredini, Gianmarco Cucciolla, Mirko Basile, Roberto Scio, Riccardo Ranieri e Mario Battisti.

Uno dei racconti più famosi dello scrittore H.P. Lovecraft e si può classificare come un horror fantascientifico, incentrato su un pantheon molto particolare di esseri sovrannaturali chiamati Grandi Antichi. Venne pubblicato nel 1928 e per l’epoca rappresentò qualcosa di unico. Ancora oggi conserva un’originalità ed una capacità evocativa che appassiona lettori di tutto il mondo.

Torna dal 5 al 7 febbraio Qui è così con Mauro Perugini. Il grande gioco senza tempo, ideato per accendere la mente, dimenticando tutto il resto virus compreso, un invito per il pubblico ad entrare (oltre che con la mascherina) con leggerezza e complicità nello spettacolo, per emozionarsi da grandi, tornando ad essere bambini! Un giocoso e avvolgente viaggio nel tempo, che strizza l’occhio al passato senza tralasciare i paradossi del nostro quotidiano (pandemia e lockdown compresi), in un excursus che sprona lo spettatore ad essere attento, coinvolto e partecipe, creando un luogo dove ognuno potrà riconoscersi in qualcosa.

Manichini tra il rosso e il nero dal 12 al 14 febbraio. L’intento è quello di far comprendere al pubblico le conseguenze di farsi attirare nella trappola ideologica della politica “vecchia maniera” attraverso l’ironia, ma anche il dramma di una famiglia che poteva sembrare normale. Il messaggio però abbastanza evidente è solo una parte della riflessione anche sociale che impone senza scampo questa rappresentazione. Scritto e diretto da Michele Tamborra, con Maria Grazia Tamborra, Adriano Cartacci, Mirko Basile, Marco Pensegi, Roberto Scio, Riccardo Ranieri, Roberto Capogna.

Dal 16 al 21 Febbraio Romeo e Giulietta tragedia sperimentale a vapore di e con Alessia Luongo e Manuel Pernazza. La compagnia tragica sperimentale a causa di diverbi sentimentali, lascia la scena e non può essere messa in scena la tragedia “Romeo e Giulietta” con regia sperimentale. Il padrone del teatro, Don Pulcinella Cetrulo si trova disperato e non sa come fare. Le sue preghiere vengono ascoltate perché casualmente entra nel teatro suo amico e collega Colanfronio Brandella. I due si vedranno alla presa con la grande tragedia sperimentale nel tentativo di accontentare il proprio pubblico.

Hello, c’è nessuno lì fuori? da un’idea di William Saroyan, regia Silvio Fiorelli, con Roberto Scio, Mauro Catalani, Stella Carella, Michela Di Gregorio è in scena dal 26 al 28 febbraio. In una piccola cittadina americana un tale è rinchiuso in una cella, rinchiuso in un dramma, con l’aria di voler ancora, fino all’ultimo, prendere in giro il mondo. Una disperata ricerca della propria dimensione. Lo stile del testo si allontana da un linguaggio formale. L’intimo interesse dello spettacolo è creato dalla sua stessa personalità, dalla ricchezza di sentimento, dalla simpatia per coloro che vivono la loro prigionia, qualunque essa sia.

Jack rinchiuso in una cella ripercorre le tappe che lo hanno portato in quell’angusto spazio. Raccontando la sua storia, idealizza una possibile vita fuori dalla prigionia possibilmente con un ideale ragazza. Durante il racconto, si materializza una prima ragazza che non raccoglie il suo richiamo nè il suo sogno, la seconda ragazza che entrerà in scena invece sognerà una nuova vita insieme al nostro protagonista e travolta da questo… l’ultimo personaggio rappresentativo dello spettacolo è un uomo il quale rappresenta il possibile futuro carnefice (non ne avremo però la certezza, libera interpretazione). 

Il 6 e 7 marzo e poi ancora il 13 e 14 marzo è la volta del Decamerone. Le straordinarie storie di Giovanni Boccaccio che presenta l’esperienza giullaresca, la vita di corte e il gusto cavalleresco. Ecco la cornice del Decamerone, la tragica occasione della peste del 1348 a Firenze, per cui un gruppo di giovani si ripara sulla collina fiesolana e si raccontano, per puro scopo di sconfiggere il tempo, l’avventura del vivere. Boccaccio preferisce la festosa caricatura dell’amor cortese, ne fa quasi una parodia. Lo stilnovo che era una corrente letteraria del medioevo viene messo alla berlina. Boccaccio lo confessa: “le muse son donne” e al loro fascino non può sottrarsi. Adattamento teatrale Diana Davak, regia Deborah Massaro in scena con Deborah Massaro, Sabrina Balice e Francesca Olìa.

Il giuoco delle parti sarà in scena dal 19 a 21 marzo. Tratto dalla novella “Quando si è capito il giuoco” del 1913, “Il giuoco delle parti” è una commedia generalmente inquadrata nel solco del grottesco pirandelliano. Una “black comedy” pirandelliana, in cui l’eterna lotta fra ragione e sentimento conduce a un finale imprevedibile. Di Luigi Pirandello, regia Edoardo Ciufoletti, con Roberta Tenuti, Andrea Iarlori, Massimiliano Pazzaglia, Francesco Casillo, Alessio Pala, Edoardo Ciufoletti

Dal 26 al 28 marzo Fora er cortello! di Francesco Bazzurri. I bulli erano uomini d’onore della vecchia Roma, forti come tori, spavaldi e fieri ma soprattutto facili di coltello. Bastava una parola detta male, uno sguardo storto o il disonore di reggere “l’ormo” al gioco della “passatella” che subito gli animi si infiammavano e sentivi questa frase “Fora er cortello!” Allora iniziava il duello in cui ci scappava o il morto o qualcuno che con una “puncicata” fatta bene finiva con le budella in mano al Santo Spirito o alla Consolazione. In questo spettacolo originale verrà raccontata l’epopea dei bulli romani nei primi anni del 900, scandita tra battute sagaci, immancabili “cortellate”, stornelli, canzoni della mala, storie d’osteria , passioni ed eroismo dei “Più dell’Urioni”. Rigorosamente in dialetto romanesco.

Locas dal 9 all’11 aprile di Josè Pascual Abellàn, regia di Niko Mucci, con Marcella Vitiello e Laura Pagliara. “La follia è una linea sottile, che divide due mondi. Basta davvero poco per passare da una all’altra parte”. Queste le parole di una delle due protagoniste della trama. Due donne in attesa, nell’anticamera dello studio di uno psichiatra, diverse fra loro in modo diametralmente opposto: una ,donna in carriera e una madre di famiglia, in piena depressione, la quale dichiara subito la sua prossimità alla follia. Pure la loro “diversità”, nell’apparenza e nel ruolo sociale di ciascuna , copre una problematica fatta di debolezze comuni e pone le basi di una conoscenza reciproca , di un assaggiarsi di mondi paralleli, pronti alla divagazione poetica, tanto quanto alla cruda definizione da lessico psichiatrico. Frequenti le incursioni nella filosofia e nella pratica del disagio mentale, alleggerite nel proporsi, da parentesi comiche. La trama si dipana nell’attesa del medico ritardatario, sino ad un colpo di scena finale che mette in discussione le certezze acquisite dai personaggi nel loro sviluppo di comunicazione verbale, e dal pubblico su di loro due , in scena. 

Dal 16 al 18 aprile Like! Comunicare è diventato più semplice, più veloce, più efficace. La tecnologia ci ha cambiato la vita, in alcuni casi l’ha proprio stravolta. Cosa ha voluto in cambio per tanto benessere? Tutto. Gli studiosi della Columbus University calcolano che arriviamo a toccare il nostro smartphone 400 volte nell’arco della giornata. Si parte fin da giovanissimi, 11/12 anni, e stiamo con il cellulare in mano anche 6 ore al giorno. Numeri impressionanti. Si parla di “Sindrome di Capitan Uncino”: usare il solo pollice di una mano esclusivamente per lo smartphone quasi avessimo un uncino come il famoso pirata di James Matthew Barrie. Le nevrosi del nuovo millennio sono servite: sentire squillare il cellulare anche quando non lo fa, entrare nel panico se non si ha rete, svegliarsi la notte e controllare se sono arrivate notifiche. Sono questi, e molti altri, gli spunti che Stefano Santomauro e Francesco Niccolini hanno sviscerato e attraversato per poterli servire in questo monologo divertentissimo e cinico allo stesso momento. Spunti di riflessione, virate improvvise, situazioni al limite del paradosso prendono lo spettatore fin dai primi minuti e non lo lasciano sino alle ultime parole Di Stefano Santomauro e Francesco Niccolini, regia di Daniela Morozzi , con Stefano Santomauro 

Torna all’Ar.Ma Teatro Massimo Mirani con Io sono una star diretto da Daria Veronese dal 7 al 9 maggio. Negli anni ‘70/’80 del secolo scorso, in Italia c’era una fiorente industria cinematografica, soprattutto per quanto riguardava il cinema Bis (commedie erotiche, horror, poliziotteschi). Questa industria aveva creato uno “Star System made in Italy”. Questa è la storia di una amicizia tra un’attrice, star dell’epoca, e la sua sceneggiatrice, amori, vittorie, sconfitte, delusioni, tradimenti, soprattutto amicizia. 

Edoardo Ciufoletti porta sul palco dal 14 al 16 maggio Non ti conosco più. In un’elegante dimora della media borghesia, la serenità familiare è improvvisamente turbata dal fatto che la signora Luisa, moglie dell’avvocato Paolo Malpieri, non riconosce più le fattezze del marito e ha cominciato a identificarlo con il medico chiamato per curarla, il prof. Alberto Spinelli. La necessità di assecondare la malata per favorirne la guarigione coinvolge i personaggi in uno scoppiettante tourbillon di situazioni spassose, secondo il meccanismo tipico della commedia degli equivoci, che conduce a un finale a sorpresa … Di Aldo De Benedetti, regia Edoardo Ciufoletti, con Roberta Tenuti, Andrea Iarlori, Edoardo Ciufoletti, Giorgia Lepore, Francesco Casillo, Elisa Protomastro, Angelica Granato

Jonestown, scritto e diretto da Francesco Bazzurri, è in scena dal 21 al 23 maggio.Il 18 novembre del 1978 tutti i 909 abitanti del Tempio del Popolo, una comunità spirituale sorta in Guyana, persero la vita avvelenati col cianuro diluito in una bevanda all’uva. Furono spinti a uccidersi dal loro leader spirituale, il reverendo Jim Jones che giustificò l’atto come un suicidio rivoluzionario. Lo spettacolo è un thriller psichedelico che racconta la storia di questo ambiguo personaggio dai presunti poteri divini, dei suoi adepti, degli uomini che tentarono di fermarlo e dei misteriosi agenti messi dalla CIA ad osservare le azioni del reverendo fino alla macabra escalation. Che cos’era Jonestown? Un’utopia, una prigione spirituale oppure un esperimento sociale sul controllo delle masse, magari l’ultima letale propaggine del progetto MKUltra? 

Dal 28 al 30 maggio chiude la stagione Fermi tutti (c’è la portiera). Scritto e diretto da Urania Vannuccini, in scena con Bruno Garruto, Michele Tamborra, Patrizia Grandi, Giovanna Anglani, Francesco Sutera, Gabriella Bernardini Una commedia brillante in due atti. Si svolge in un circolo anziani, dove sette pensionati si incontrano e ognuno racconta la propria storia. Dopo varie rivelazioni scoprono di avere in comune una pensione da “fame”. Questo li spingerà a cadere nella tentazione dell’illecito per migliorare il loro tenore di vita.

Non mancano durante il corso della stagione i laboratori e corsi tenuti da Teatron Accademia Professionisti Spettacolo (Direzione artistica Pino Insegno, Direzione didattica Vito Caporale)Associazione Assi del Palcoscenico impegnata nei Laboratori di teatro adulti e bambini; Associazione Iscritti a parlare con Corsi per adulti, conferenze, aggregazione del territorio; Impropedia specializzati nell’Improvvisazione teatrale diretti da Sara Valerio.